Pasquale Bruno: è un roccioso difensore vecchio stile, che nel corso della carriera da fabbro/marcatore ha fatto "piangere" parecchi attaccanti avversari, il suo soprannome non è casuale.
Ha lasciato il segno in ogni club in cui ha militato, a causa del suo carattere duro e schietto, che spesso gli ha procurato antipatie e critiche. Ma i segni più forti li ha lasciati nelle gambe dei poveri attaccanti che nulla potevano contro il suo furore agonistico.
Una carriera costellata da espulsioni, a causa di quella rudezza che non riusciva proprio a tenere a freno e che ne ha fatto uno dei difensori più cattivi che il calcio italiano ricordi. Se giocasse nel calcio di oggi, sarebbe fuori una domenica si ed una no, come ammette lui stesso.
Pasquale Bruno è uno che non le ha mai mandate a dire, ci ha sempre messo la faccia, in campo e fuori. Una sfrontatezza, meglio una schiettezza, almeno pari alla ruvidezza delle sue entrate. Perché l'ex 'cuore granata' dal passato bianconero, 'O' Animale', non faceva complimenti con i tacchetti ed evita accuratamente di farne con la lingua. Questo calcio non gli piace, gli sembra una sorta di tradimento rispetto ai suoi tempi e agli eroi che li hanno segnati. "La prima riflessione obbligatoria - entra subito duro Bruno - è che non abbiamo certo gli arbitri migliori al mondo, come vogliono farci credere. E in più, non vengono aiutati. Basta che tocchino un attaccante e questo si butta a terra, urla, piange come se avesse subito chissà quale fallo". Questione di valori, almeno in parte. Tanto è vero che, stando alle considerazioni dell'interessato, quando le nostre squadre giocano in Europa, la figura che fanno i nostri calciatori, a prescindere dai risultati sportivi, non è esattamente quella di persone moralmente corrette e capitani coraggiosi. "Gli attaccanti italiani - sentenzia - pensano solo agli orecchini, ai tatuaggi, alla discoteca e alle veline. Non ho mai sopportato i simulatori: entravo per fargli male, per spaccarli anche a costo di essere squalificato".
Ma non ci sono solo i 'cascatori d'area' a far ribollire il sangue di Bruno. La stoccata rifilata a Zlatan Ibrahimovic è un'altra perla del repertorio. "Come qualità è un fenomeno - ammette l'ex calciatore -, ma per il resto... Mette le mani in faccia a Dessena, afferra per il collo Chiellini, prende per il culo i difensori avversari. E lo tutelano sempre. Non esiste, è inconcepibile! Io facevo paura a gente come Van Basten, Vialli e Serena...figuriamoci a uno come lui".
E ancora:
«non avrei mai pensato che la gente granata potesse impazzire per uno che era stato alla Juve. Pensate che della mia carriera conservo solo una fotografia. La pubblicò proprio la Stampa, con me in ginocchio sotto la Maratona».

La carriera:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Bruno
Per ridere:
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pasquale_Bruno
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